#HugsNotWalls, aperte per 3 minuti le frontiere tra Stati Uniti e Messico

Quattromila persone separate da anni e tre minuti di tempo a disposizione per potersi riabbracciare. È quanto è successo sabato 29 ottobre in una secca del Rio Grande, il lungo fiume che separa il Texas dal Messico. #HugsNotWalls, questo il nome dell’iniziativa, ha visto coinvolte oltre trecento famiglie che, alle 9 in punto del mattino, hanno valicato il confine del proprio paese per incontrare a metà strada i propri cari. Soltanto tre i minuti di tempo concessi dalle autorità per un evento unico nel suo genere. La notizia è rimbalzata in pochi giorni su tutti i social network ed un video reportage sui momenti più belli della mattinata ha già superato la soglia delle trenta milioni di visualizzazioni su Facebook.

#HugsNotWalls, giunta alla sua seconda edizione, è un’iniziativa organizzata da Border Network for Human Rights, un’associazione in difesa dei diritti umani che opera al confine tra i due paesi del continente americano e che si batte da tempo per una riforma transnazionale dell’immigrazione. Come riporta il comunicato pubblicato sul sito dell’associazione, «#HugsNotWalls è una campagna di denuncia verso quelle strategie di deportazione che hanno coinvolto più di due milioni di famiglie». «In un periodo in cui i discorsi dei politici sono infarciti di pregiudizi e di ostilità verso gli immigrati», si aggiunge, «noi dobbiamo reagire e rispondere con forza, mandando un chiaro segnale di inclusione, che sia antitetico alle divisioni e all’odio».

Il 29 ottobre il Rio Grande è stato teatro di abbracci, lacrime e momenti di gioia. Fra i partecipanti vi erano figli che non avevano mai conosciuto la propria madre, fratelli che non si vedevano da decenni, anziani che non speravano più di incontrare i rispettivi nipoti. Border Network for Human Rights ne attribuisce la causa alle leggi sull’immigrazione attualmente in vigore, definite «punitive» nei confronti di chi commette reati (anche minori) e di chi vive negli Stati Uniti in clandestinità. L’iniziativa #HugsNotWalls è stata costantemente monitorata dalla polizia di frontiera di entrambi i paesi coinvolti, per evitare che si verificassero irregolarità. Fra le misure adottate, l’imposizione di un dress-code a tutti i presenti (sia immigrati che organizzatori): magliette blu e nere per gli statunitensi, bianche e rosse per i messicani.

Anche se allo scadere dei tre minuti concessi le famiglie si sono dovute separare di nuovo, resta ferma la speranza che iniziative come questa riescano a smuovere l’opinione pubblica. Il tema dell’immigrazione non riguarda soltanto il rapporto tra Stati Uniti e America latina, ma mette in discussione una certa idea di società su cui tutti i paesi occidentali sostengono di basarsi. Diritti umani, solidarietà, uguaglianza, libertà, non sono soltanto belle parole, bensì concetti da mettere in pratica. E #HugsNotWalls è qui a ricordarcelo.

Foto in copertina: http://bnhr.org

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