Locri, il vescovo rifiuta l’offerta: «sono soldi della ‘ndrangheta»

Diecimila euro. È la cifra restituita dal vescovo della diocesi di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva, a due imprese locali che avevano deciso di contribuire al restauro di San Nicola di Bari, chiesa del comune di Bovalino. Una somma niente affatto trascurabile, non fosse per il legame di tali attività con il boss Domenico Gallo. Il suo nome è comparso sui giornali nazionali lo scorso ottobre, nell’ambito della maxi-inchiesta della procura di Roma su alcune grandi opere, tra cui TAV e autostrada Salerno-Reggio Calabria.

La chiesa di Bovalino ha subito ingenti danni nel novembre del 2015 a causa di un’alluvione che si è abbattuta sull’intera zona della Locride. I lavori di restauro, iniziati nella primavera successiva, ad oggi non sono ancora conclusi. Le due imprese hanno dunque deciso di offrire cinquemila euro ciascuna per contribuire al completamento del progetto. Il vescovo di Locri, però, definendo «sporco» il denaro in questione, ha dato mandato al parroco di Bovalino di restituire l’intera somma. Non è la prima volta che nella Locride la Chiesa prenda posizioni nette nei confronti della ‘ndrangheta, nonostante l’alto tasso di infiltrazione. Monsignor Francesco Oliva ha dichiarato a La Repubblica che «questa vicenda è una piccola cosa ma fa parte di uno stile che deve essere chiaro: non si può rischiare di essere conniventi con le mafie e se c’è il sospetto che le offerte siano frutto di affari mafiosi, bisogna rifiutarle in modo fermo».

La bontà di questo gesto non sta soltanto nella chiara presa di posizione del vescovo nei confronti della ‘ndrangheta, sulla scia della scomunica ai mafiosi da parte di Papa Francesco, ma anche nella convinzione che si sia trattato di un gesto ovvio e ordinario. La mafia è una mentalità diffusa in modo troppo capillare per sperare di poterla combattere esclusivamente nelle aule di tribunale. Sono i segnali indirizzati alle comunità locali che permettono di sradicare la certezza secondo cui la criminalità organizzata sia una presenza ineliminabile.

 

Link utili:

– Tav, A3 e treno di Pisa: cosche e tangenti dietro le grandi opere dell’Italia (LaStampa)

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