“Cities for life”: 2154 città del mondo accendono oggi un monumento contro la pena di morte

Il 30 novembre del 1786 il Granducato di Toscana fu il primo paese occidentale ad abolire la pena di morte. A partire dal 30 novembre 2002, la comunità di Sant’Egidio (una ONG laica, ma di ispirazione cattolica) ha lanciato un’iniziativa annuale per promuoverne l’abolizione in tutto il mondo. Cities For Life, Cities Against the Death Penalty, questo il nome della giornata, coinvolge 2154 città sparse in tutti i continenti, fra cui 70 capitali, che il 30 novembre di ogni anno si impegnano a illuminare un proprio monumento in difesa della giustizia e della vita.

Il simbolo dell’iniziativa è il Colosseo di Roma, dove stasera si terrà un evento, trasmesso in diretta streaming sul sito dell’associazione, cui parteciperanno diversi rappresentanti delle istituzioni ed ex condannati a morte. citiesforlife_comunita-di-santegidio_pena-di-morteNel frattempo, in tutte le altre città partecipanti si svolgeranno marce, spettacoli, assemblee pubbliche e sit in, fino all’accensione di un monumento di interesse collettivo. Cities For Life, Cities Against the Death Penalty si propone dunque di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni nei confronti di quella che può essere considerata la massima violazione dei diritti umani, cioè la pena capitale. Secondo la comunità di Sant’Egidio, infatti, «la pena di morte rappresenta una forma di tortura, contraddice una visione riabilitativa della giustizia, abbassa l’intera società civile al livello di chi uccide, legittima la violenza al livello più alto e, spesso, si fa strumento per colpire minoranze politiche, etniche o religiose».

La battaglia per l’abolizione universale della pena di morte conta ad oggi 140 paesi abolizionisti, coadiuvati da associazioni, ONG, diplomazie e iniziative sociali. Sono 58, invece, i paesi in cui la pena capitale è ancora prevista. Come riportato in un comunicato di Amnesty International rilasciato il 10 ottobre scorso in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte, nel 2015 sono stati almeno venti i paesi che hanno emesso o eseguito condanne a morte: Algeria, Arabia Saudita, Bahrein, Camerun, Ciad, Cina, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, India, Iran, Iraq, Kuwait, Libano, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Stati Uniti d’America, Sudan e Tunisia.

È di pochi giorni fa, invece, la notizia positiva dell’annullamento di tre condanne a morte da parte della Corte suprema iraniana. Taimor Naderizadeh, Farzad Shahnazari e Farshid Naseri non saranno uccisi, ma dovranno scontare una pena di quindici anni di carcere.

Foto: Comunità di Sant’Egidio

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